Campania: Amalfi la Repubblica marinara


Amalfi è un Comune italiano della Provincia di Salerno (SA) della Regione Campania.

Antica Repubblica Marinara, dà il nome all’omonimo tratto della Penisola su cui sorge, la Costiera Amalfitana.

La caratteristica e suggestiva Cittadina, quasi al centro della Costiera cui dà nome, è una delle più famose località turistiche della Nazione per la bellezza del Paesaggio, le Memorie Storico-Artistiche, la singolarità delle Architetture e la mitezza del Clima; la più antica Repubblica Marinara d’Italia, scagliona le case bianche in pittoresco disordine a gradinate su pendio, all’angusto sbocco della Valle dei Mulini.

Dal 1997, alla Costiera amalfitana, di cui Amalfi è principale centro geografico e storico, è stato riconosciuto il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Guarda il video (qui sopra) con gli Acquarelli dedicati ad Amalfi e se ti piacciono e ti interessa acquistarne qualcuno, vai alla galleria online cliccando sul logo sottostante

AMALFI

Regione: Campania
Provincia: Salerno SA
Altitudine: 6 m slm
Superficie: 5,7 km²
Abitanti: 5.125
Nome abitanti: Amalfitani
Patrono: Sant’Andrea Apostolo (30 novembre)
Motto: Descendit ex patribvs romanorvm
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GENIUS LOCI
(spirito del luogo – senso del luogo – Identità Territoriale)
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inverditi da terrazzamenti di Orti, Agrumi, Ulivi, al cui sbocco si addensano ombrosi Paesi di Case l’una sull’altra, con vividi Scorci di luce e di azzurro; e i Limoni, il loro profumo nell’aria, in dolci e liquori, ieri scorta obbligata a bordo delle Navi dell’Antica Repubblica Marinara, a scanso di scorbuto.
Frastagliatissimi, impervi, i Monti Lattari si divallano con rocce e macchia, su un mare intensamente azzurro e la Città, situata in uno spazio angusto tra il Monte ed il Mare, si presenta molto Scenografica, sul pendio allo sbocco della Valle dei Mulini; è bianca, a gradoni di case, con anguste viuzze coperte, strette e pittoresche, simili a tortuosi corridoi di Conventi, con angoli di grande suggestione e inattesi scorci mediterranei.
Trascorsa la breve stagione mercantile, saccheggiata la Città dai Pisani, mangiata la spiaggia da frane e mareggiate, vennero la riscoperta della mitezza del clima, la struggente bellezza di luoghi, il vetusto splendore del Duomo con la Porta quasi millenaria, il Giardino di palme e l’ombra fonda del Chiostro del Paradiso.
ORIGINE del NOME
(Toponomastica)

Il Toponimo è di sicura origine Romana ma con 2 ipotesi: a) derivazione da Melfi, Città Lucana, i cui transfughi giunsero sulla Costiera fondando la Città; b) derivazione dalla Gens Romana Amarfia (I secolo d.C.).

Fu fondata nel 300, secondo la tradizione, da alcuni Romani in viaggio per Costantinopoli che naufragarono a Ragusa, poi retrocedettero e si fermarono presso Palinuro, dove fondarono Melphe e perciò furono detti Melphitani; in seguito si portarono ad Eboli, quindi nel luogo più sicuro della Costa Salernitana, dove diedero origine ad Amalfi, da A-Melphes.
Giustiniani (1797-1805), preferisce invece dare credito ad un’altra tradizione che vorrebbe il luogo fondato direttamente da una Colonia di Melfitani.
Il Toponimo non è menzionato in fonti classiche, comparendo in  Gregorio Magno (epistola VI, 23) nella forma dell’etnico «Amalfitana» quanto alla sua origine, se si accettano alternanza a/e, il Toponimo si inquadra all’interno della serie che comprende Melfi, Molfetta (anticamente Melphicta dall’anno 1089, ma attestata già dall’anno 925 nella forma Melfi/Melfia con cui alterna fino al 1247) gli antichi Melpum, centro della Pianura Padana, Melpes e Melpis idronimi (col termine idronimo si indica il nome proprio di un corso d’acqua, mentre idronimia – un settore della toponomastica – è il complesso degli idronimi e lo studio che li riguarda) in Lucania e Lazio ecc.
Per questa serie è stato ricostruito un tema (definito Mediterraneo) *melp *melf e *malp *malf (il passaggio p>f è noto all’Etrusco) il cui valore semantico non è precisabile, ma è stato postulato il senso di “sinus”, e di “concavità, voragine della terra”.
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TERRITORIO
(Topografia e Urbanistica)
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La Costiera è quel tratto di Costa Campana, situato a Sud della Penisola Sorrentina, che si affaccia sul Golfo di Salerno; è delimitata ad Ovest da Positano e ad Est da Vietri sul Mare.
È un tratto di Costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti Insediamenti Turistici.
Considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale della Costiera, non solo Geograficamente, ma anche Storicamente, essendo stata una delle Repubbliche Marinare assieme a Genova, Pisa e Venezia.
«(…) Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno e una costa sopra ‘l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. (…)»
(Giovanni Boccaccio, Decameron – II giornata, IV novella)
Trait d’union sono i Panorami straordinari disegnati dal brusco scendere a mare dei Monti Lattari, con aspri Valloni inverditi da Terrazzamenti di OrtiAgrumi, Ulivi, al cui sbocco si addensano ombrosi Paesi di Case l’una sull’altra, con vividi Scorci di luce e di azzurro.
Frastagliatissimi, impervi, i Monti Lattari di divallano con rocce e macchia, su un mare intensamente azzurro.
La Città di Amalfi è situata in uno spazio angusto tra il Monte ed il Mare, si presenta molto Scenografica, sul pendio allo sbocco della Valle dei Mulini; è bianca, a gradoni di case, con anguste viuzze coperte, strette e pittoresche, simili a tortuosi corridoi di Conventi, con angoli di grande suggestione e inattesi Scorci Mediterranei.

«Racconti di Viaggiatori»

«… Ecco Amalfi, in fondo alla tortuosa strada boccaccesca, sul mare velato dal solito temporale meridiano: mi fermo un attimo: basta uno sguardo per afferrare l’intera cittadina a semicerchio sul porto, bianca, svuotata da secoli di silenzio, resa umile paese, da grande città che fu, e, tuttavia, felice …»
(pagina 71 de “La lunga strada di Sabbia” di Pier Paolo Pasolini – 1959)

«… La costa che va da Sorrento a Salerno, e ha come centro Amalfi, è invece medievale, romantica, monasteriale.
Fu infatti un amore romantico.
Rispetto a Napoli, siamo in un altro mondo.
Si direbbe che il facile contrasto classicismo-romanticismo sia qui scritto nella natura sotto il comune e felice sole del sud.
Tra Sorrento e Salerno, vedi rocce tagliate a picco, spaccature orride tra i monti, case incastrate e appiattite sulla roccia da cui le distingue solo il colore, cadute di vigneti su pendici impervie, ed i monasteri-fortezze appollaiati a metà costa.
Adesso stiamo veramente penetrando nel Sud.
Napoli è una metropoli, che vive di una legge propria, difficile da afferrare, e non appartiene né al Nord né al Sud, ma soltanto a se stessa.
E dovrò subito notare come negli eventi politici né i conflitti sociali abbiano ancora spento la naturale bonomia degli abitanti.
Appena varcato il confine del Sud si entra in un bagno di euforia, quasi irradiata dall’indole della gente.
È una moda di questo tempo di pensieri iperbolici rappresentare il Sud solo a colori tragici, quasi che sotto le apparenze tranquille tutto nascondesse minacce oscure e rivolta latente.
E certo spesso la tragicità è nelle cose, invitandoci alla previdenza.
Però finora il Sud, rispetto al Nord, mi ha offerto solo immagini di distensione.
La vera battaglia politica non si combatte ancora qui; la lotta di classe non è diventata natura.
(….)
Il passaggio del forestiero e salutato da frasi scherzose gentili; il complimento è ancora più naturale dell’insulto.
(….)
Amalfi che, lo sanno tutti, fu la più antica delle nostre Repubbliche Marinare, è una cittadina vivace, con bottegucce di barbieri loquaci che lavorano fino a notte tarda, vie tortuose, un bel Duomo, e alcune case aristocratiche: gli alberghi.
Questi alberghi, allogati in monasteri medievali hanno corridoi a labirinto, chiesa, refettorio e chiostro.
In uno dove mi fermai la lunga pergola dei monaci consente di passeggiare restando in casa; sopra, sul monte, le terrazze di limoni e di viti; sotto altre terrazze di fiori, fiori semplici, ottocenteschi, gerani, roselline bianche che danno un odore di miele.
Ho trovato in quelle oasi più numerosi gli stranieri che gli italiani.
Molti soprattutto inglesi, che amano vivere bene con semplicità.
Per gli italiani i pregi della tranquillità contemplativa esistono sempre meno; essi li stimano contrari alla loro idea del moderno.
Altri popoli tuttavia, non meno moderni, sentono diversamente …..»
(pagine 475-476 de “Viaggio in Italia” di Guido Piovene – 1950)

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