Grand Tour in Calabria


I grandi viaggiatori del passato, quelli sette-ottocenteschi provenienti dall’Europa, troppo spesso si fermavano ad Eboli, non scendendo più giù; questo ha lasciato fuori la Calabria, spesso saltata a pié pari, come fece Goethe, prendendo la nave a Napoli per scendere a Palermo.
Naturalmente ci furono eccezioni alla regola, tra cui, il più famoso fu l’inglese Norman Douglas che ci ha lasciato il libro “Old Calabria”.
Vecchia Calabria (titolo originale: Old Calabria) è il titolo dell’opera di Douglas riguardante un viaggio attraverso la Calabria avvenuto tra il 1907 e il 1911.
La prima edizione, inglese fu pubblicata nel 1915 edita da Martin Secker .
La prima edizione italiana fu pubblicata nel 1962.
Il libro ha ispirato un’iniziativa omonima, il Parco Oldcalabria® (vai al sito www.oldcalabria.it), un progetto volto a promuovere la conoscenza della regione, e delle sue zone più interne, a valorizzarne il patrimonio culturale ed ambientale, a scoprirne usi, costumi e consuetudini, ad apprezzarne odori e sapori: perché tornino ad essere, come è stato in passato, luogo di interesse e meta del turismo d’arte e di cultura.
Il Parco Oldcalabria® si ispira ai racconti dei numerosi viaggiatori, stranieri ma anche italiani, che a partire dal 1700 si spinsero con il Grand Tour alla scoperta del Sud d’Italia e della Calabria in particolare.
Accanto a Douglas, il Parco ha posto tra i suoi ispiratori anche i più antichi viaggiatori, che prima di lui avevano visitato la regione, lasciandone memorabili testimonianze: Edward Lear, Francois Lenormant, George Gissing, Alexandre Dumas, Vivant Denon, Henry Swinburne, solo per citarne alcuni.

La Calabria, la prima a chiamarsi Italia: gli Enotri probabilmente i primi colonizzatori greci dell’Italia meridionale, capeggiati da re Italo un eroe della mitologia greca.
Durante il suo regno gli Enotri non vennero più chiamati così ma presero il nome di Itali che deriva da quello del re.
Da sola, la regione è uno scrigno di bellezze naturali e di storia testimoniata dalla miriade di presenze architettoniche ed archeologiche, che vennero raccontate dall’archeologo e soprintendente trentino Pietro Paolo Giorgio Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 – Rovereto, 8 novembre 1935) che si dedicò all’esplorazione e all’illustrazione archeologica della Calabria, con particolare riguardo alla presenza Bizantina.

Oggi viene riscoperta e valorizzato il Cammino Basiliano, 1000 km per conoscere la Calabria in 44 tappe
Il 10 agosto online il sito del percorso (www.camminobasiliano.it) che, in 72 giorni, accompagna i viaggiatori dall’alto Jonio cosentino allo Stretto tra paesaggi, luoghi di cultura e storia.
Mille chilometri e più da percorrere a piedi in 44 tappe, corte, medie, lunghe, con 28 varianti che attraversano borghi, frazioni e piccoli comuni, che raccontano la storia antica della Calabria, testimoniano un presente fatto spesso di abbandono e spopolamento ma immaginano il futuro, sperimentando pratiche di rigenerazione urbana e trasformazione sociale. (continua la lettura su Il Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com/art/cammino-basiliano-1000-km-conoscere-calabria-44-tappe)

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