Mary Shelley e la nostalgia per l’Italia


«Ho vissuto in Italia, ho scalato le sue colline e sono stata cullata dalle sue acque; ho respirato i suoi venti, perché non sono ancora in Italia.

Il sole, la luce, i fiori e la terra e le speranze italiane, sono come amore, appagamento, libertà, squisite delizie.» 

(Mary Shelley)

Per Mary Shelley il Nord Italia fu la porta d’accesso al nostro Paese, ma anche la via di ripartenza verso la sua patria, l’Inghilterra, al termine del suo singolare e tragico Grand Tour nel 1823. 

Molti conoscono Mary Shelley per aver scritto, a soli 18 anni, un capolavoro della letteratura mondiale, Frankenstein, ma pochi conoscono il forte legame tra l’Italia e la scrittrice che fu testimone del clima politico durante i moti risorgimentali.

Partendo dal Cimitero Acattolico di Roma, dove sono sepolti un figlio, il marito e alcuni amici intimi di Mary Shelley, Tobias Jones, attraverso le pagine dei Travelogue e delle opere letterarie della scrittrice inglese, segue le sue tracce a Genova e sulla Costa Ligure-Toscana (Sarzana, San Terenzo, Viareggio): ultime tappe del suo Grand Tour, finito tragicamente con la morte in mare del marito Percy B. Shelley  proprio mentre cercava di raggiungere con la sua barca il “Golfo dei Poeti”. (vedi il video RAI «Mary Shelley e il viaggio “colto” nel Bel Paese»)

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