Filosofia


Le mie Visioni d’Artista Figurativo Verista, partono dal presupposto per cui il mondo appare com’è, se guardato con occhi cuore e cervello diversi.

L’Italia è Bellezza, un Paese Meraviglioso ricco di genius loci, che non finisce mai di meravigliare e stupire: in ogni angolo, anche nel più remoto, si può trovare bellezza e uomini impegnati in attività tramandate da secoli.

Il mio impegno di fotografo artista documentarista geografico svolto dal 1977, continua come Artista Viaggiatore Solitario 2.0, per l’Italia dal 2005 con Penisolabella, attraverso un Grand ARTour nell’Italia minore con la M maiuscola, il più grande giardino emozionale diffuso.

Quindi, 40 anni da viaggiatore resiliente in Italia.

Con i miei foto-acquarelli, non realizzo opere in serie, di più, seguo un filone unico; partendo dagli impressionisti, trasformo l’immagine fotografica in immagine pittorica ed uso la fotografia nella tradizione artistica italiana nello stile dei Macchiaioli, rendendo concrete, con immagini sinestetiche, le emozioni, le bellezze e le atmosfere dell’Italia MUSEO CON VISTA.

Filosofo, Sociologo, Antropologo, racconto l’Italia per far conoscere la grande bellezza del più grande giardino emozionale diffuso, patrimonio materiale e immateriale dell’umanità.
Portatore sano di pensiero laterale creativo ritengo il mio lavoro un mondo aperto alle continue suggestioni e conoscenze della vita; una passione che è ragion d’essere.

Un Grand ARTour che realizzo con lentezza, attraverso un lavoro certosino, quotidiano, costituito da capitoli dedicati ai luoghi e territori dimenticati, come un amanuense digitale.

Penisolabella è un progetto creativo, d’arte work in progress; un mosaico, le cui tessere si giustappongono giorno per giorno, luogo per luogo, comune per comune.

Penisolabella è un progetto etico-estetico, uno Storytelling Visuale, ispirato dalle emozioni scaturite dal genius loci di luoghi e territori, fatto di biodiversità, ambiente, paesaggio naturale ed antropizzato, identità materiali e immateriali.

Racconto l’Italia, da meridionalista convinto quale sono, a cominciare dal Sud, in quanto laboratorio di eccellenze, atmosfere, bellezza, che si sono mantenuti uguali nel tempo.

L’Artista è un profeta che grida nel deserto, perché si rivolge ad una società materialista, con il linguaggio della bellezza e dello spirito. Ama la Creazione perché se ne sente parte e ad essa si ispira.
Non ho ricette o soluzioni, ma come uomo per gli altri, sento la necessità alla parresia (diritto dovere di dire la verità) comunicando creativo; offrire il mio carisma e i miei talenti come seme sale lievito, auspicando che il mio sguardo di testimone oculare, e la mia opera artistica, possano stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

NON VOGLIO DIMOSTRARE, MA SOLO MOSTRARE BELLEZZA CON BELLEZZA, con spirito di servizio, come contributo al miglioramento “dell’estetica e dell’etica del quotidiano”, della qualità della vita, per un mondo migliore.
Con la bellezza della mia Fotografia artistica e pittura digitale, rendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di capire, interpretare e raccontare luoghi e territori, paesaggi sensibili – urbani, antropizzati, rurali, naturali -, vita quotidiana, atmosfere, genius loci dell’Italia degli itinerari dimenticati, minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso; dove stanno, come ospiti clandestini, le antiche architetture popolari, le piazze, alberi, lampioni e panchine, a cui nessuno fa più caso.

Le mie opere Fine Art sono disponibili per collezionisti e gallerie di tutto il mondo, con un’unica clausola: non pago quote di partecipazione a mostre e fiere, in quanto, non avendo datori di lavoro o mecenatilavoro non profit nell’ottica dell’Art Sharing; sostenendomi con la vendita delle mie opere, pagando tutte le spese relative ai miei progetti.

NE’ RICCO NE’ FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, non povero ma sobrio, con poco, l’essenziale;  niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; la mia dieta è la greca δίαιτα, dìaita, «modo di vivere», stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta; artista – 5 sensi + 2 mente e cuore -, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l’ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Ho scelto uno stile di vita semplice, semplicità volontaria; mi muovo al ritmo di Kalipé, l’augurio tibetano – Va con passo lento e corto –.

Nella vita non cronometro il tempo e non calcolo il denaro; non mi stresso, non mi importa quanto ci metto, ma raggiungo e raggiungerò le mie mete, non tutte forse, ma sempre e solo nelle gare che mi sono scelto.

La Fotografia e l’Arte sono la mia vita e il mio modo di narrare la vita e fotografo per vivere, perdendomi tra sensazioni, emozioni e atmosfere, per non perdere me stesso.

Lavorare è il mio sostentamento, la mia vita ma non la mia ansia.
A chi pensa che sia facile se sei ricco, vorrei spiegare che, basta solo fermarsi a considerare che la vita è una e deve essere vissuta non nella corsa senza meta, finalizzandola al guadagno e allo spendere per guadagnare ancora, per raggiungere uno status sociale a danno del proprio rapporto con l’universo interiore.

Perché il segreto della felicità sta nel consumare poco, vivere con poco, accontentarsi, cercare l’equilibrio tra bisogni e necessità. I soldi non sono un buon motivo per affannarsi sempre, angosciati, prepotenti, in guerra con tutti e col mondo.
Io non sono ricco, sono un precario felice da sempre. Incredibile ma è così.
Per campare mi basta poco.
Vivo per la libertà individuale e sociale, non lasciando che la vita e la società bulimica e consumista, m’impongano ritmi e necessità, felice di essere diverso nella normalità di una vita ecocompatibile a misura d’uomo, perché non voglio sprecare il tempo che la vita mi regala, e che voglio regalare a chi incontro, a chiunque abbia bisogno del mio tempo.
Perché la vita è una bella avventura da vivere pienamente e consapevolmente. Ogni giorno si compone da sè e non so cosa accadrà, né me lo chiedo. Mi basta che in ogni momento, nessuno abbia più l’autorità di obbligarmi a essere o fare, contro la mia volontà. Nessuno, tranne chi mi vuole bene, chi condivide le mie scelte o per qualche ottima ragione.

Racconto con l’arte visiva, rappresentazione del mondo esteriore filtrato col mio mondo interiore d’artista.
Da quando abbandonai la pittura per la fotografa, per quarant’anni, ho aspirato a tornare al mio amato acquarello.
In più, la fotografia digitale, i cellulari e i social, hanno nuociuto alla fotografia, facendole perdere  la dignità e il suo fascino misterico; la sovraesposizione, mai termine fu più adatto al tema, ha impoverito l’attenzione del pubblico per la bella fotografia e imbastardito la cultura estetica.

Parole chiave per comprendere il mio lavoro sono: valorizzazione dell’identità materiale ed immateriale dei territori, città e campagna, paesaggi.

Essere Artista 2.0 è per me impegno nel raccontare la bellezza, condividendo ed interagendo col mio pubblico di estimatori 

La mia creatività è frutto della profondità e ricchezza del mio mondo spirituale, dalla mia fame di cultura e bellezza, secondo un piano che deriva dal karma della mia epoca, nella quale l’umanità, per non alienarsi, ha bisogno di riscoprire il sacro e l’Arte per sua natura ne è tramite.

Artista 2.0 non è solo un sostantivo ma sostanza di un progetto con il quale, usando la potenza dell’online, promuovo e diffondo la mia arte e la rendo disponibile per mostre senza che artista ed opere si muovano fisicamente, attraverso la collaborazione di un network di gallerie, collezionisti e sponsor interessati.

Come era solito fare Joseph Mallord William Turner, al quale il cui mio lavoro artistico somiglia per temi e tecnica, d’abitudine lavoro sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e in inverno mi chiudo nel mio studio per rielaborare pittoricamente i ricordi di ciò che ho visto e ripreso fotograficamente dal vivo.

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il mio lavoro non consiste in una riproduzione pedissequa, né in una documentazione rigorosa, quanto piuttosto, in un libero tentativo di attraversamento di un’esperienza problematica e senz’altro critica della vita vissuta e delle trasformazioni sociali ed antropologiche; una testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un’esperienza diretta dei luoghi, affidata a una libera e personale interpretazione.

Analogamente a quanto avvenne a Picasso, cui l’avvento della fotografia lo fece cadere in depressione, al pensiero che vanificasse l’esistenza della pittura, anche per me è arrivato il momento della crisi, quando la fotografia, già poco considerata in Italia, è stata sdoganata come linguaggio e mezzo esclusivo del Fotografo.
Così come Picasso risolse la sfida tra pittura e fotografia, allontanandosi dal realismo di quest’ultima, inventando il cubismo, anch’io, pur fotografo di lungo corso, facendo ricorso alla mia passione giovanile per le tecniche pittoriche e dell’uso dell’acquarello, sfruttando i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, mi sono allontanato dalla fotografia per tornare alla pittura, usando la scrittura con la luce per dipingere con la luce.

Ho fatto il percorso simile a quello degli Impressionisti sostenuti dal fotografo Nadar e dei Macchiaioli sostenuti dai fotografi Alinari, pittori che svilupparono la propria pittura tra dialogo ed antagonismo con la nuova arte fotografica appena scoperta.
Come loro usarono pennellate e macchie di colore per restituire forme attraverso colori luci e ombre distruggendo la precisione e la nettezza fotografica, anche io sono tornato a trasformare le fotografie in macchie di colore con i miei Acquarelli Digitali che partono dal mio buon vecchio scatto fotografico pittorico, rielaborato con la tecnica ad acquarello, non più applicato col pennello sulla carta, ma con uso di software e computer.

Auspico che il mio sguardo di testimone oculare, possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a pensare per immagini migliorando “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Se il mio lavoro ti interessa e/o ti piace puoi visitare le

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Opere da collezione, arredamento, od applicate ad oggettistica

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Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone eGiovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore ed astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi, Joseph Mallord William Turner; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethee i più recenti Aldo Riso e Tullio Pericoli; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e “concorrenti”, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l’amico Mario Cresci.

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