Filosofia


Dopo 40 anni da viaggiatore per professione, passata a documentare e raccontare soprattutto l’Italia per la carta stampata come fotografo, con l’avvento di internet mi sono inventato il blog Penisolabella. 

Così ho scoperto la passione per i viaggi in Italia in compagnia dei viaggiatori del Grand Tour dall’800 ai giorni nostri.

Dopo 40 anni di viaggi, volevo recuperare il gusto per la vita perduta continuando a viaggiare per l’Italia con lentezza, in compagnia di quegli antichi viaggiatori che possono raccontarmi e raccontarci un’Italia che non c’è più, ma anche popoli e genti che non sempre sembrano essere poi così diversi da noi contemporanei.

Quindi come divulgatore geografico racconto l’Italia a partire dai loro diari raccontando i luoghi visitati.

Homo Viator per la Penisolabella

La libreria è la mia agenzia di viaggi

Viaggiatori del Grand Tour i mie compagni di viaggio

Libri e Diari di viaggio le mie guide

La Rete Internet la mia strada 

Il Computer il mio mezzo di Trasporto

Viaggio a km 0 in Smart Working, senza muovermi da casa con uso di internet e video  

Perché la cultura sinestetica non ha bisogno di spazi aperti ma solo di mente aperta e curiosa

Bello sapere che l’uomo sia l’unico essere in grado di creare con le parole e con esse, immagini sinestetiche.

Fidatevi, in smart working si viaggia di più e meglio, risparmiando e conoscendo molte più cose dei luoghi visitati.

Unica controindicazione, ahimè, l’impossibilità di assaporare i profumi e i piatti tipici.

Dopo quarant’anni di viaggi in Italia raccontati con le immagini per le riviste specializzate ed editoria, mi sono evoluto e con Penisolabella sono arrivato al racconto crossmediale: testi, video e podcast con la lettura delle pagine dei diari di viaggi del Grand Tour e delle località raccontate, il tutto anche mappato su Google.

Un bel libro di viaggi è una gemma preziosa, tanto rara da suscitare in chi la trovi un senso di sorpresa e di stupore. La realtà non è mai avara con chi viaggia, ma si prodiga in emozioni e regala innumerevoli esperienze in un brevissimo volgere di tempo. 
Il “νόστος” (in greco “viaggio”) di ascendenza omerica, non è solo da intendere come perseguimento di una meta geografica, ma soprattutto come aspirazione all’appagamento di una nobile curiosità.

L’Italia è un Paese delle Meraviglie ricco di Genius Loci, che non finisce mai di meravigliare e stupire: in ogni angolo, anche nel più remoto, si può trovare bellezza e uomini impegnati in attività tramandate da secoli.

Se rinascessi, vorrei rinascere sempre e comunque in Italia!
Penisolabella vuol essere il mio piacere di scoperta e conoscenza della bella Italia, resa disponibile, utile ed offerta a tutti.

La mia passione, il mio impegno, la mia vita di Fotografo (vai a leggere il curriculum) documentarista geografico svolto dal 1977, dalla nascita di internet continua come Travel – Divulgatore Crossmediale Geografico 2.0 resiliente in e per Italia dal 2005 con il progetto etico-estetico Penisolabella, attraverso i miei Tour di Viaggi nell’Italia minore con la M maiuscola, dimenticata e sconosciuta, il Meridione, il più grande giardino emozionale diffuso.
Non faccio l’Artista ma sono Artista, perchè vivo per l’arte, con arte, nell’arte, Filosofo, Sociologo, Antropologo, seguo i mie ritmi circadiani, tra ozio creativo e pause estatiche estetiche, muovendomi al ritmo di Kalipéa passo lento e corto -.

Portatore sano di pensiero laterale creativo ritengo la mia vita e il mio lavoro un mondo aperto alle continue suggestioni e conoscenze; una passione che è ragion d’essere.
Da Creativo, ho messo insieme le mie passioni artistiche visuali per la Fotografia e la Pittura, realizzando i miei acquarelli digitali: perché l’acquarello mi permette di fare un passo indietro, tornando dalla fotografia alla pittura impressionista; “less is more” (poco è tanto), come amava dire l’architetto Mies Van Der Rohe, è alla base dell’acquaello con il quale opero nella sottrazione delle informazioni fotografiche per giungere all’impressione delle masse e delle sfumature dell’acquarello.

Poi grazie a Internet diffondo e vendo le mie opere: AD OGNI EPOCA LA SUA ARTE, ALL’ARTE LA SUA LIBERTÀ. 

Lavoro non profit nell’ottica della Sharing Economy

Con il supporto di tutti coloro che vogliano aiutami a promuovere il territorio italiano!
Offrendomi un contributo liberale – donandomi anche solo 1 € – a sostegno del mio lavoro cliccando sul bottone sottostante.

Parafrasando uno dei Viaggiatori-Scrittori, Lorenzo Giustiniani, autore di un “Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli“, ponderoso lavoro dedicato al Re delle Due Sicilie, che nella dedica così recita «… la sua alta protezione onde riuscir possa la mia opera fruttuosa a’ sudditi non meno che a li stranieri …».
Chiesta la protezione del Re, e magari anche il suo concreto contributo in danaro per scrivere e andare in giro e ricevere le corrispondenze.
Anche io, oggi, dedico a voi tutti lettori, dicendovi che se apprezzate il mio lavoro, non ricco e famoso ma solo utile e felice, ho bisogno del vostro concreto contributo in danaro per scrivere.

Realizzo e pubblico online e diffondo attraverso i miei blog giuseppecocco penisolabella – Visioni d’Artista e sui social network: Twitter – Facebook – Pinterest – Instagram; li geolocalizzo attraverso Google Map.

Il mio progetto è raccontare le emozioni; da quando sono nato, sono stato sempre criticato per la mia lentezza; quando ho seguito gli studi artistici, perché contemplativo in quanto amavo il figurativo; perché artista, visto come strano e fuori dal mondo, sì dal mondo omologato e omologante; me ne sono fatto persuaso fiero di essere ciò che sono.

Non ho ricette, ma come uomo per gli altri, sento la necessità della parresia (diritto dovere di dire la verità) di condividere il mio carisma e i miei talenti; auspico che la mia chiave di lettura e la mia opera di Artista, possano rendere visibile ciò che spesso risulta inosservato o invisibile, stimolando una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare il senso identitario, contribuendo a creare l’immaginario collettivo, e il senso del bello.

Quindi, dopo 40 anni di viaggi, grazie all’avvento di internet, mi sono trasformato in un Travel Blogger resiliente in Italia.
Il mio progetto è raccontare l’Italia, da meridionalista convinto, perché pazienza e lentezza gli sono propri come lo sono per me; il Sud in quanto laboratorio di eccellenze, atmosfere, bellezza, che si sono mantenuti uguali nel tempo.
Faccio come fecero, alla fine del 1700 e gli inizi del 1800, ViaggiatoriScrittoriGeografi per le nostre terre meridionali, che andavano in giro, per descriverle, un po’ scrivendo per consacrare la loro fama ai posteri, un po’ facendo il viaggio attorno alla loro camera.
Molto spesso le descrizioni le ricavavano da fidati corrispondenti, come diremmo oggi con linguaggio giornalistico.
Anche io, Meridionalista, oggi uso lo stesso sistema attualizzandolo con uso di Internet, assemblando e rielaborando tutto quello che internet mi offre (dai testi ai video).
Si dice navigare in internet, ebbene sì, io ho intrapreso la navigazione di Ulisse, curiosa, di scoperta, d’avventura; ma anche la navigazione di Cristoforo Colombo, con una piano preciso, con carte nautiche e portolani ed una meta prefissata, ma che, a sorpresa, mi porta a scoprire altre terre ed altre conoscenze.

Come ebbe a scrivere l’Abate Antonio Stoppani nel suo “Il Bel Paese” che è certamente alla base della mia passione per l’Italia:

«[…] Se queste pàgine avranno la fortuna, pur tròppo rara, di uscire dalle mura delle scuòle di città, per diffòndersi nelle campagne, in seno alle Alpi, nelle montagne dell’Appennino, al piède del Vesùvio e dell’Ètna, insegneranno gli abitanti di quelle contrade ad apprezzare un po’ mèglio sè stessi e le bellezze e i favori di ogni gènere di cui la natura, ministra di Dio, non fu avara alle divèrse province d’Italia.» (da “Il Bel Paese” di Antonio Stoppani – Milano 1873)

Come scrisse David Herbert Lawrence nel suo “Mare e Sardegna” a proposito dell’Italia e dello spirito dei viaggiatori Grand Tour:

(considerazioni sulla nascita del genius loci e dell’identità territoriale materiale e immateriale italiana)

[…] Qui da secoli interminabili l’uomo ha domato gli impossibili fianchi della montagna, trasformandoli in terrazzamenti, ha scavato la roccia, ha nutrito le sue pecore tra boschi radi, ha tagliato i suoi rami e bruciato il suo carbone, è stato mezzo civilizzato anche nei luoghi più inaccessibili.

Questo è ciò che più attrae nei luoghi remoti, gli Abruzzi, per esempio. La vita è così primitiva, così pagana, così straordinariamente barbara e semi-selvaggia.

Eppure è vita umana.

E la campagna più selvaggia è semi-civilizzata, semi-domata.

Tutto è consapevole.

Ovunque ci si trova in Italia, o si è consapevoli del presente, o delle influenze medievali, oppure dei lontani, misteriosi dèi del Mediterraneo.

Ovunque ci si trovi, quel luogo ha il suo genio consapevole.

L’uomo è vissuto là e vi ha elaborato la sua consapevolezza e, in qualche modo, ha portato il luogo alla consapevolezza, gli ha dato la sua espressione e, in verità, lo ha completato. […]

(Dichiarazione d’amore per l’Italia e delle motivazioni che muovono i viaggiatori del Grand Tour)

[…] La terra e stata umanizzata completamente: e noi portiamo i risultati di questa manifestazione nella nostra consapevolezza intessuta.

Così che per noi andare in Italia e penetrare in Italia è come il più affascinante atto di riscoperta di noi stessi, indietro, indietro, per i vecchi sentieri del tempo. Strani e magnifici accordi che risvegliano in noi, e vibrano di nuovo dopo molte centinaia di anni di completo oblio. […]

Penisolabella è uno Storytelling Audio Visuale, ispirato dal Genius Loci di luoghi e territori, fatto di Biodiversità naturali e culturali, Ambiente, Paesaggi Sensibili – Naturali ed Antropizzati -, Identità Materiali ed Immateriali.

È un portale dedicato alla scoperta dell’Italia raccontata agli italiani; propone Carnet de Voyage online, Viaggi in Italia in smart working, in cui trovate testi scritti dall’autore e ripresi dal web e dai libri di viaggio, informazioni, avvincenti video, utili alla conoscenza di Territori e Luoghi, all’identità territoriale materiale ed immateriale, dell’Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso
Quindi l’idea mi è venuta dall’urgenza di dare risposta, innanzi tutto alla mia voglia di conoscere il mio Bel Paese e, successivamente, all’emergenza di salvare la conoscenza geografica degli italiani, per far riflettere sul passato presente e futuro.
Insegnare a vivere consapevolmente, i territori e luoghi vissuti quotidianamente.
Un progetto etico-estetico che parte dalla convinzione che, per vivere, non basta avere beni materiali, ma anche cultura e conoscenza di chi siamo e da dove veniamo.

Tutto inizia dal Genius Loci, quindi, dallo spirito guida (genius) del luogo (loci), come nel mondo antico, in cui si associava ai luoghi e ai paesaggi naturali la presenza di una divinità che ne costituiva il nume tutelare.
Genius loci è Paesaggio, Ambiente, Architettura, è la storia e le arti, le tradizioni e le tipicità, eccellenze e produzioni, che determinano il carattere dei luoghi da come le cose sono, offrendo all’indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. 
Solo in questo modo si afferra completamente lo “spirito del luogo” che gli antichi riconobbero come quella realtà con cui l’uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di vivere ed abitare.
Esiste il “linguaggio dei luoghi”, qualcosa che può paragonarsi al dialetto che di primo acchitto, ascoltando anche poche parole, permette di individuare con certezza un luogo, un territorio, una regione di appartenenza e, in qualche caso, anche un insediamento determinato e finanche un quartiere.

Solitario, filosofo meditabondo, uso le mie letture di Diari di Viaggio dei Viaggiatori del Grand Tour, che poi trasformo nei miei Podcast e uso per realizzare i post contenenti anche le mappe degli itinerari e i video relativi alle località citate nei diari e delle quali realizzo i racconti in podcast.

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività.

NÈ RICCO NÈ FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro non profit nell’ottica della Sharing Economy (Economia Condivisa),nella convinzione che la comunicazione visiva della bellezza, arricchisca mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Ho scelto uno stile di vita semplice, semplicità volontaria, sobrio ed essenziale è vivere in maniera ascetica, accontentandomi di poco, l’essenziale, niente sprechi, un’alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo.

Adotto la dieta – dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore.

Artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta, mi muovo al ritmo di Kalipé – Va passo lento e corto – l’augurio tibetano lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo al ritmo circadiano, praticando l’ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che scelgo di combattere; la scelta dell’impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l’uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte. 

Racconto e divulgo con impegno di cittadinanza attiva, spirito di servizio, senso di responsabilità e dovere, per favorire la costruzione dello spirito di cittadinanza, l’orgoglio di sentirsi e dirsi italiani.

Filosofo, Sociologo, Antropologo, non ho ricette, ma come uomo per gli altri, sento la necessità della parresia (diritto dovere di dire la verità) di condividere il mio carisma e i miei talenti; auspico che la mia chiave di lettura e la mia opera di divulgatore, possano rendere visibile ciò che spesso risulta inosservato o invisibile, stimolando una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare il senso identitario delle popolazioni alle quali mostro i luoghi vissuti quotidianamente, di cui fanno parte e che li pervadono, di cui sono parte e storia essi stessi. 

Contribuendo a creare immaginario collettivo negli italiani, e dei giovani, che, colpevolmente, ignorano la bellezza e le potenzialità del nostro grande Paese.
Meridionalista perché il Sud Italia è un laboratorio che dimostra come la crisi sia un’opportunità, di come si sviluppa il senso di resilienza; una parte d’Italia che ha conservato la vera identità italiana, grazie al fatto di essere rimasto indenne da ogni “vantaggio” del cosiddetto “progresso”, ma anche miracolosamente sottratta ai suoi numerosi svantaggi che abbiamo modo di conoscere, centellinandoli, nei decenni.

I ritmi di vita degli abitanti non è granché cambiato da secoli e la “misura naturale”, quella che scandisce il susseguirsi della notte col giorno, delle diverse stagioni e, attraverso le fasi lunari, i tempi della semina e del raccolto, tenendo uniti i membri delle piccole comunità come gli ospiti di una barca di fronte alla forza e alla solitudine del mare, è una misura nettamente percepibile, è, anzi, la chiave dei comportamenti, dei sorrisi, dei timori, delle ritrosie, delle condiscendenze verso gli ospiti che ci colpiscono come il segno di una identità preziosa.

Oltre a questa presenza della civiltà contadina, ancora vissuta nei suoi ritmi e nei suoi valori, un filone di gaiezza e filosofica serenità e, nell’ambiente di molti centri, un’eleganza e un’armonia urbana che fanno supporre rapporti intensi, trascorsi e/o ancora vivi.

Purtroppo, molte cose sono scomparse ed in particolare la più preziosa: quel senso di equilibrio ed armonia tra l’uomo e l’ambiente; ma gran parte dei paesaggi e delle architetture che caratterizzano i luoghi, sono ancora lì e parlano lo stesso linguaggio, anche se gli uomini sono cambiati e aldilà degli equilibri perduti, essi cercano nuovi equilibri da conquistare, venendo a patti col progresso e dello sviluppo ormai diventati così aggressivi, invasivi e penetranti da rendere vani tutti i tentativi di metterli tra parentesi.

Perché altrettanta attenzione merita il Sud; non solo quella nobile delle aree archeologiche o delle evidenze presenti nei centri storici, che testimoniano il passaggio di Greci, Bizantini, Normanni, Arabi, al più alto livello; ma quella cosiddetta “minore” che meglio sarebbe definire “collettiva” perché non aspira ad un valore autonomo da “protagonista”, ma canta “in coro”: esprime cioè il suo valore come parte di un “tutto” che può essere la compagine unitaria degli insediamenti o anche il rapporto di un singolo edificio con il paesaggio, sempre rispondente ad una regola mai scritta ma rigorosamente rispettata. 

Nel Sud, come nel resto dell’Italia “minore”, esiste il “linguaggio dei luoghi”, qualcosa  che può paragonarsi al dialetto che di primo acchitto, ascoltando anche poche parole, permette di individuare con certezza un luogo, un territorio, una regione di appartenenza e, in qualche caso, anche un insediamento determinato e finanche un suo quartiere.

Mi piace il concetto di Permacultura la cultura della cittadinanza attiva, che si sviluppa dall’individuo alla comunità sociale in maniera virale attraverso la testimonianza di un vivere etico e sostenibile, per cerchi concentrici come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno.

Le strategie “dal basso verso l’alto” più rilevanti partono dall’individuo e si sviluppano attraverso l’esempio e l’emulazione fino a generare cambiamenti di massa. 

Pertanto, la permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la propria autosufficienza ed autoregolazione. 

Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte degli individui e quindi della società è pronta, disponibile e in grado di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. 

Questa minoranza, socialmente ed ecologicamente motivata, rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala. 

Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi, Joseph Mallord William Turner; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e i più recenti Aldo RisoeTullio Pericoli; per il disegnoe la grafica Durer, Piranesi. 

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco di quelli di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e amici, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l’amico Mario Cresci.

«Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l’anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da sé e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti é incontrare cani senza travolgerli, è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo.
E’ suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo
.» (Da “Il pensiero meridiano” di Franco Cassano)

Ogni uomo è una cometa, appare sulla terra per un breve periodo, l’importante è lasciare dietro di sé una scia di luce, e questo cerchiamo di fare noi artisti con le nostre opere.