Filosofia


ArchiStoryteller Multimediale 2.0, rendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di rafforzare il brand di architetture, luoghi e territori, identità materiali e immateriali, genius loci dell’Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso; borghi, paesaggi sensibili – urbani, antropizzati, agricoli, rurali, naturali – ma anche periferie e la periferia italiana rappresentata dal Sud.


Analogamente all’architetto condotto di Renzo Piano, l’Archistoryteller può essere considerato il tecnico di radiologia; con i miei progetti ArchiStoryteller in Tour 2.0Penisolabella e Periferi@lCentrola fotografia ed il video di architettura diventano un impegno politico e sociale militante, da condividere e dibattere con chi vive i luoghi nel quotidiano, confrontandomi con l’auspicio che il mio sguardo di testimone oculare, possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, aumentando l’autostima di cittadinanza.


Tutto il mio lavoro è diffuso online, attraverso i miei blog e i social network, ed offline con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, associazioni, enti pubblici e privati, attraverso eventi condivisi e partecipati con le popolazioni locali. 

Nella convinzione che non basti tutelare la bellezza, bisogna anche prendersene cura, coinvolgere i cittadini rendendoli consapevoli, insegnando loro, fin dalla tenera età a vederla, a guardarla e rispettarla; condividendo con una partecipazione dal basso, la cura del paesaggio-territorio come casa comune di ti tutta la comunità, tutti ed ognuno. 


NE’ RICCO NE’ FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, ArchiStoryteller 2.0 Fotografo Videomaker, militante, non profit, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo. 

Lento, calmo e paziente per nascita e per sceltalavoro e vivo praticando ozio meditativo e creativo e pause estatiche estetiche.


Ho rottamato l’automobile per rallentare i miei spostamenti, camminare e raccontare l’Italia vivendo ciò che mi circonda.

Con la voglia di conoscere, pensare, fare e testimoniare; consapevole anche del fatto che, purtroppo, non potrò fare tutto ciò in eterno, ma che almeno, grazie ai mezzi tecnologici, a internet, ai miei blog, posso lasciare e tramandare ciò che faccio e penso.


La mia filosofia di vita è vivere con poco, l’essenziale,  niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta – dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento per nascita e per scelta, lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l’ozio creativo e le pause estatiche estetiche.


ArchiStoryteller Multimediale 2.0, realizzo Video Artistici costituiti da narrazioni lente, emozionali, contemplative, meditative, accompagnate da colonne sonore, per lo più, in presa diretta, che poi condivido attraverso i miei blog e diffondo viralmente atraverso i social


Le mie opere raccontano l’Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso: Architettura Paesaggi sensibili – urbani, antropizzati, rurali, naturali -, luoghi di bellezza ed atmosfera, identità materiali e immateriali.

Opero nella convinzione che l’Arte e l’Artista, rivestono un ruolo di cittadinanza attiva e di impegno politico e sociale, hanno una missione, indurre a meditare e riflettere, arricchire mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Amo condividere, confrontarmi, dibattere attraverso il mio punto di vista con chi vive i luoghi nel quotidiano e/o chi vi entra in contatto, al fine di renderli consapevoli, aumentandone la percezione e l’autostima identitaria.


Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell’impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l’uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.

Poi venne l’era di internet e la Fotografia da sola, per narrare la realtà vista e vissuta, emozioni e atmosfere, non bastava più; le mie competenze accumulate col passare degli anni, che stimolavano la mia creatività; tutto filtrato attraverso la sensibilità informata dalla mia cultura onnivora richiedevano anche altro e il 2.0 mi permetteva di mettere in pratica l’immediata condivisione delle tante idee e informazioni, condividendole con tutti.


Il mio percorso artistico inizia negli anni settanta, con la mia preparazione pittorica, durante la quale venivo accusato di essere troppo contemplativo, perché si riteneva che l’arte dovesse essere astrazione; continuai con quarant’anni di fotografia, e accostatomi al video negli anni ottanta, mi accusarono di non girare con tempi televisivi ma fotografici

Poi, molti anni dopo, arrivò la rivoluzione tecnologica digitale, degli apparecchi fotografici con uso di video, il computer, internet, con i quali ho potuto realizzare la sintesi espressiva di tutte le mie esperienze artistiche con l’uso di tutti i miei “difetti”. 

m° Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, m° Fotografo Architetto dal  1977 (vedi curriculum), dopo aver conseguito il diploma in architettura al liceo artistico . Oggi ArchiStoryteller Multimediale 2.0, mi muovo e viaggio passo lento (60 metri al minuto, rilevazione Google) e con sguardo attento.

Non avendo datori di lavoro o mecenati, sostenendo tutte le spese relative ai miei progetti, lavorando come free lance, con il Communication Project Sharing ho pensato di affidarmi a tutti coloro che vogliano prestarsi, apprezzando il mio lavoro, entrando a far parte dei miei Amici, ospitandomi per residenze e/o aiutandomi con una donazione liberale con PayPall (clicca)

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il linguaggio fotografico favorisce una lettura della trasformazione stratificata del Paese Italia. La foto diventa un documento su cui lo sguardo si esercita per offrire elementi di discussione meno astratti nella lettura del territorio.


Il mio lavoro non è un reportage né una riproduzione di un inventario, quanto piuttosto, testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un’esperienza diretta dei luoghi e delle architetture, affidata a una libera e personale interpretazione.

Narratore e divulgatore, con i miei progetti 2.0, che vanno oltre le parole, attraverso l’uso delle immagini, fisse e in movimento, voglio creare icone emozionali che possano entrare a far parte dell’immaginario collettivo, per una consapevolezza del vissuto.

Perché il Divulgatore Visuale, ha come missione, indurre a meditare e riflettere, arricchire mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; mostrando ciò che della realtà sfugge ai più, contribuire a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Decido di essere fotografo a 10 anni, mentre documentarista geografico a 12, quando, era il 1970, il mio professore delle medie, Giuseppe Civitelli, mi diede da leggere il libro di Folco Quilici “Sesto continente” della Collana Scrittori d’oggi per la scuola media.

Da allora Quilici diventa il mio mentore; comincio a comprare tutti i suoi libri, a vedere i suoi documentari. La passione principale la fotografia, poi col tempo ho iniziato a scrivere, ma la difesa di categoria dei giornalisti di penna non mi permetteva di dare i miei servizi chiavi in mano.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi

Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e “concorrenti”, Gabriele Basilico, il più vicino, ma anche Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l’amico Mario Cresci.

Contatti:

cellulari: +39 320.2590773 – 348.2249595 (anche Watsapp)


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Email: cocco.giuseppe@gmail.com

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